
Dell’obbligo di adottare, a partire dal prossimo anno 2021, il nuovo tracciato XML (specifiche tecniche 1.6) con cui rappresentare le fatture elettroniche abbiamo già detto in precedenti articoli.
Qui vogliamo solo ricordare cosa ciò comporta, in termini operativi, per gli utenti della procedura eBridge di Fatturazione.
Passaggio al nuovo formato
L’utente non deve fare nulla. La procedura è già impostata per utilizzare automaticamente, a partire dall’01/01/2021, il tracciato previsto dalle nuove specifiche tecniche:

Tipi di documento
Le nuove specifiche tecniche hanno introdotto delle nuove tipologie di documento: è il caso per esempio delle fatture differite che ora vengono identificate con i codici TD24 (fattura differita di beni e servizi collegata a DDT per i beni) oppure TD25 (fattura differita per operazioni triangolari interne).
L’utente deve pertanto assicurarsi di utilizzare, in fase di emissione del documento, una causale corretta. Quando viene inserita la causale di vendita (o autofattura) la procedura evidenzierà il tipo documento che sarà poi indicato nel file XML (nell’esempio successivo TD24).

Ricordiamo che anche per le fatture d’acconto si dovrà utilizzare una causale diversa rispetto alle normali fatture di vendita, in quanto il tipo documento da utilizzare è TD02:

Codici IVA
Le nuove specifiche tecniche hanno introdotto un maggiore dettaglio per i seguenti tipi Natura:
___N2 Non soggette
___N3 Non imponibili
___N6 Reverse Charge
Ad esempio la natura N2 (non soggette) dovrà essere dettagliata con N2.1 (prestazioni estere non territoriali) e N2.2 (altre operazioni), etc.
In merito a ciò ricordiamo che, con un recente aggiornamento, Buffetti ha introdotto dei codici IVA “blindati”, ovvero parametrizzati e gestiti in automatico. Tali codici sono numerati dal 1000 in poi, comprendono praticamente tutte le casistiche normative attualmente previste e non possono essere modificati dall’utente, proprio perché alla loro manutenzione provvede direttamente Buffetti.
Consigliamo quindi a tutti gli utenti di utilizzare, a partire dal 2021 e almeno per i codici IVA senza applicazione d’imposta, i nuovi codici IVA blindati.
I codici da 1 a 999 saranno comunque gestibili dal cliente, che dovrà però provvedere in autonomia alla loro corretta parametrizzazione.
Per modificare i codici IVA gestiti negli archivi (prodotti, clienti, etc.) è possibile utilizzare la funzione di “Cambio codice IVA prodotti” inserita nei Programmi di utilità della Gestione Prodotti:

La funzione va ripetuta per ogni codice IVA utilizzato.


